Un paziente che non trova le parole

Un caso clinico di Afasia Progressiva Primaria logopenica: dalla storia clinica e dal neuroimaging alla diagnosi differenziale fra le varianti di APP, fino al progetto riabilitativo.

Module 1

Il caso clinico: finalità e storia clinica

Un paziente di 69 anni con disturbi del linguaggio esorditi tre anni prima con anomie: finalità didattiche e storia clinica.

Finalità didattiche

Attraverso la storia clinica, l'esame neuropsicologico e i risultati di neuroimaging, il percorso conduce il lettore alla diagnosi e poi alla pianificazione di un progetto riabilitativo.

Storia clinica del paziente

Paziente di 69 anni, con disturbi del linguaggio esorditi circa 3 anni fa con anomie. Cardiopatia ipertensiva e fibrillazione atriale cronica in trattamento con TAO.

Il paziente viene in visita accompagnato da un familiare e si presenta attento, collaborativo, ben orientato e con adeguata consapevolezza dei propri disturbi. Si osserva uno stato ansioso, con cattivo adattamento a pregresse situazioni stressanti lavorative ed economiche.

L'eloquio è discretamente fluente e informativo, senza inceppi articolatori né semplificazione grammaticale, con alcune anomie e rari errori fonologici e fonemici. La comprensione risulta adeguata a livello clinico. Autonomie conservate nella vita quotidiana. Sfera sensomotoria in ordine.

Module 2

Il neuroimaging: RM e SPECT

Lettura delle immagini strutturali e funzionali del paziente: atrofia insulo-temporale sinistra e ipometabolismo temporo-parietale.

Prima di esaminare i dati neuropsicologici, conviene osservare le immagini strutturali e funzionali del paziente.


Question time. Le immagini sottostanti mostrano due sezioni rispettivamente della RM e della SPECT del paziente. Quali aree cerebrali risultano compromesse nella RM e nella SPECT?

Sezioni assiali di RM (in alto, sequenze FLAIR) e di SPECT (in basso) del paziente, con frecce che indicano le aree compromesse
RM (FLAIR) e SPECT del paziente: le frecce indicano le sedi di atrofia e di ipometabolismo.

Risultati di RM e SPECT

Le immagini FLAIR assiali di RM mostrano segni di marcata atrofia insulo-temporale sinistra, con modesto ampliamento dei corni occipitali del SVST.

L'esame SPECT evidenzia ipometabolismo di grado moderato nelle regioni parietali inferiori a sinistra e in sede temporale posteriore sinistra, con lieve ipoperfusione in sede frontale bilateralmente (sn > dx).

Module 3

La valutazione neuropsicologica

I punteggi della batteria cognitiva e linguistica e il referto: un deficit lieve isolato del linguaggio espressivo compatibile con un'APP logopenica.

Descrizione quantitativa

La valutazione comprende uno screening della funzionalità cognitiva globale (ACE-R, MMSE) e una batteria neuropsicologica mirata su attenzione, memoria, funzioni esecutive e linguaggio.

Valutazione cognitiva globale e funzionaleGrezzoEquivalenteLivello di abilità
ACE-R totale71/1000Inferiore alla norma
ACE-R attenzione/orientamento18/184Nella norma
ACE-R memoria19/262Nella norma
ACE-R fluenza4/140Inferiore alla norma
ACE-R linguaggio15/260Inferiore alla norma
ACE-R visuo-spaziale15/164Nella norma
MMSE/30+Nella norma
Test neuropsicologicoGrezzoEquivalenteLivello di abilità
Attenzione
MFTC — corrette12/13+Nella norma
MFTC — false risposte1+Nella norma
MFTC — tempo90"+Nella norma
Digit Span avanti52Nella norma
Digit Span indietro31Limiti inferiori della norma
Memoria a lungo termine
Memoria di prosa4/160Inferiore alla norma
Figura di Rey — rievocazione differita13/362Nella norma
Funzioni esecutive
Raven PM4732/364Nella norma
Fluenza verbale fonologica "F"5*Inferiore alla norma
Fluenza verbale semantica "Animali"70Inferiore alla norma
Clock Drawing Test4/5+Nella norma
Figura di Rey — copia35/364Nella norma
Linguaggio (SAND)
Denominazione9/14*Inferiore alla norma
Comprensione di frasi7/8+Nella norma
Comprensione di parole11/12+Nella norma
Ripetizione di parole9/10+Nella norma
Ripetizione di frasi2/6*Inferiore alla norma
Lettura16/16+Nella norma
Associazione semantica4/4+Nella norma

Question time. Sulla base dei punteggi ottenuti ai test, prova ora a rispondere: (1) qual è il profilo neuropsicologico cognitivo e linguistico del paziente? (2) Qual è la probabile diagnosi del paziente?

Referto dell'esame neuropsicologico

La valutazione della funzionalità cognitiva generale mostra prestazioni di poco inferiori alla norma, con cadute specifiche nelle fluenze verbali e nel linguaggio.

Una prova di attenzione selettiva risulta adeguata sia nell'accuratezza sia nella velocità attentiva. Il Digit Span avanti è nei limiti della norma, lo span indietro è sotto i limiti, indicativo di una riduzione della memoria a breve termine fonologica.

L'apprendimento e la rievocazione di materiale verbale narrativo presentano prestazioni insufficienti, inficiate dal deficit linguistico, mentre il recupero di informazioni visuo-spaziali è conservato.

A livello di funzioni esecutive, le prove di ragionamento logico e di organizzazione visuo-spaziale complessa sono adeguate.

L'esame del linguaggio evidenzia deficit nella denominazione orale, con anomie e circonlocuzioni, e nella ripetizione di frasi lunghe e di parole multisillabiche, per riduzione della memoria a breve termine verbale. La comprensione lessicale-semantica e grammaticale risulta nella norma. Non deficit nella letto-scrittura. Adeguate le funzioni visuo-spaziali e visuo-percettive.

Module 4

L'Afasia Progressiva Primaria logopenica

Profilo linguistico, criteri diagnostici (Neurology 2011), diagnosi differenziale fra le tre varianti di APP e l'esame del linguaggio.

Profilo linguistico della APP logopenica

L'Afasia Progressiva Primaria logopenica (APP log) è considerata una forma atipica di Demenza di Alzheimer con un esordio neocorticale afasico. Il nucleo centrale di questa afasia sono le anomie e un deficit del ciclo fonologico della working memory.

La produzione spontanea nell'APP log diventa presto non-fluente, per la presenza di anomie e circonlocuzioni, con alcune parafasie fonologiche. È sempre presente un deficit caratteristico della ripetizione di frasi (dipendente dalla lunghezza della frase), con riduzione della memoria a breve termine verbale. Non sono presenti deficit aprassico-articolatori, semantici o grammaticali.

In sintesi, il profilo della APP log ricorda quello dell'afasia di conduzione, con la differenza che nell'APP log la fluenza verbale è più ridotta, il danno fonologico è minore e non sono presenti conduites d'approche.

Il quadro neuropatologico nella APP log è prevalentemente dominato dalla degenerazione alzheimeriana, maggiormente circoscritto alle regioni del carrefour temporo-parieto-occipitale. Dopo i primi anni in cui la malattia è confinata al linguaggio, si estende progressivamente ad altre aree associative dell'emisfero sinistro e anche dell'emisfero destro, configurando un quadro di demenza di Alzheimer simile alla forma tipica. Rispetto alla Demenza di Alzheimer, l'APP log mantiene tuttavia a lungo una discreta autonomia nella vita quotidiana e non presenta disturbi comportamentali né della consapevolezza.


Question time. Elenca i criteri diagnostici della APP log.

Criteri diagnostici della APP logopenica

La APP log, insieme all'Afasia Progressiva Primaria non fluente/agrammatica (APP nfa) e alla variante Demenza Semantica (APP sem), è una delle tre principali forme fenotipiche di APP, identificate in varie Consensus e definite da Gorno-Tempini e altri AA. nel 2011.

Di seguito i criteri diagnostici della APP log pubblicati da Gorno-Tempini e altri AA. su Neurology, 2011.

Tabella 4 dell'articolo Neurology 2011 (Gorno-Tempini et al.) con i criteri diagnostici della variante logopenica della APP: caratteristiche cliniche nucleari e aggiuntive e criteri supportati dal neuroimaging
Criteri diagnostici della variante logopenica della APP. Da Gorno-Tempini M.L. et al. (2011), Classification of primary progressive aphasia and its variants, Neurology 76(11): 1006-1014, Table 4.

Question time. Per ciascuna forma di APP (nfa, sem, log), indica gli aspetti linguistici che la caratterizzano, usando i termini presente/assente, ridotta/conservata.

Diagnosi differenziale fra le tre forme di APP

Aspetti verbaliAPP nfaAPP semAPP log
Fluenza verbaleridottaconservatapuò essere ridotta per le numerose anomie
Agrammatismopresenteassenteassente
Aprassia verbalepresenteassenteassente
Prosodiaridottanormalenormale
Anomiepresenti, ma pochepresenti, soprattutto su denominazione di figurepresenti
Parafasie fonologichepresenti, se c'è aprassia verbaleassentipresenti
Parafasie semanticheassentipresentipoco presenti
Produzione sintatticaridottanormalepuò essere ridotta
Comprensione di frasiridotta all'aumentare della complessità sintattico-grammaticaleridottapuò essere ridotta per il deficit di working memory
Ripetizione di paroledifficoltà aprassico-verbaliconservatapuò essere deficitaria, soprattutto con le non-parole
Ripetizione di frasiabbastanza conservataconservatadeficitaria

Esame del linguaggio per la diagnosi di APP log

I cardini dell'esame del linguaggio per la APP log sono:

  1. Analisi quantitativa/qualitativa della produzione verbale spontanea.
  2. Esame della fluenza verbale e della memoria fonologica.
  3. Denominazione e comprensione di parole singole.
  4. Ripetizione di parole, non-parole e frasi.
  5. Comprensione di frasi sintatticamente complesse.
  6. Associazioni semantiche.

Di seguito sono elencati i compiti verbali che identificano prestazioni diverse nei tre tipi di afasia (Gorno-Tempini et al., Neurology 2011).

Tabella 5 dell'articolo Neurology 2011 (Gorno-Tempini et al.): per ciascuna funzione linguistica (grammatica, eloquio motorio, denominazione, ripetizione, comprensione di frasi e di singole parole, conoscenza degli oggetti, lettura/scrittura) riporta il compito, le misure comportamentali e la variante di APP in cui è compromessa
Compiti utilizzabili per valutare le funzioni del linguaggio nelle APP. Da Gorno-Tempini M.L. et al. (2011), Neurology 76(11): 1006-1014, Table 5.

Module 5

Riabilitazione e trattamento

Razionale del programma riabilitativo, obiettivi e interventi su linguaggio, working memory, attenzione e funzioni peri-afasiche.

Programma riabilitativo

In presenza di malattie neurodegenerative, la riabilitazione non si pone obiettivi di miglioramento o recupero di funzioni specifiche, quanto il mantenimento a breve termine delle competenze linguistiche e delle capacità comunicative del soggetto, privilegiando quindi un approccio funzionale/comunicativo e non neurolinguistico/cognitivo.

È vero tuttavia che, durante il periodo del trattamento, è possibile ottenere anche dei miglioramenti prestazionali in varie funzioni linguistiche.

Inoltre, essendo presenti pattern deficitari relativi a disfunzioni di network più estesi rispetto alla classica lesione focale post-stroke, è opportuno integrare anche aspetti cognitivi non afasici, ma comunque sottostanti a quei determinati network coinvolti. Essendo il caso in questione un paziente con APP logopenica, quindi con coinvolgimento del carrefour temporo-occipito-parietale di sinistra, non bisogna trascurare una stimolazione anche delle abilità prassico-costruttive, visuo-percettive e attentive.


Question time. Definisci gli obiettivi da raggiungere con la riabilitazione.

Obiettivi della riabilitazione

  • Aumentare la disponibilità lessicale nell'eloquio spontaneo.
  • Ridurre le difficoltà fonologiche di output.
  • Aumentare lo span verbale e il ciclo fonologico in working memory.
  • Mantenere le capacità comunicative.
  • Mantenere le funzioni di attenzione selettiva, le abilità prassico-costruttive e visuo-percettive.

Question time. Quali interventi proporresti per il trattamento riabilitativo di questo paziente con APP log?

Interventi sul linguaggio

Esercizi preliminari aspecifici

  • Lettura di frasi e/o brani a complessità crescente (sia in lunghezza sia in caratteri).
  • Recitazione verbale automatica con serie automatiche (contare, giorni, mesi, alfabeto, preghiere).

Denominazione di stimoli visivi

  1. In modalità orale e scritta, per rinforzare entrambi i lessici di output fonologico e ortografico.
  2. Stimoli visivi con complessità visuo-percettiva crescente (oggetti, disegni, fotografie, prospettive insolite) per attivare maggiormente le vie visive occipito-temporali di accesso al lessico tramite il sistema What.
  3. Preferire l'approccio errorless learning, che minimizza il tasso di errori afasici e di anomie, presentando prima al paziente il nome corretto della figura.
  4. Tecnica di espansione del ripasso (Nome A, Nome B, A+B; C, A+B+C; D… ecc.).
  5. Tecnica di osservazione preliminare attenta dell'immagine.
  6. Raggruppare le immagini con cue categoriali, sia semantici sia di utilizzo.

Recupero del lessico contestuale e integrativo

  1. Descrizione di azioni su stimoli visivi con produzione di frasi semplici (soggetto + verbo + oggetto).
  2. Esercizi con sinonimi e contrari e su inferenze (descrizione della parola).
  3. Descrizione orale di scene complesse.
  4. Fluenze verbali per categorie semantiche e con cue fonologico.
  5. Resoconti, descrizione di procedure, ripetizione di brani e racconti.

Altre tipologie di interventi

Approccio conversazionale

Impegnare il paziente in conversazioni su argomenti semplici, cercando di mantenere costante il flusso di informazioni veicolate, riempiendo e correggendo le sue pause anomiche, terminando il discorso lasciato a metà, ecc.

Training per working memory, MBT verbale e ciclo fonologico

Esercizi di transcodifica (lettura, dettato, ripetizione di parole bi/trisillabiche, parole ad alto carico fonologico, non-parole e frasi).

Training per attenzione, prassie costruttive e riconoscimento visivo

  1. Esercizi "carta e matita" di attenzione selettiva e sostenuta di cancellazione con stimoli verbali (lettere, numeri, parole), con aumento del carico attentivo.
  2. Esercizi della TeRaDiC (Terapia Razionale dei Disturbi Costruttivi).
  3. Riconoscimento di figure e foto complesse e/o in prospettive insolite.
  4. Lettura con caratteri e font inusuali o complessi.

Approcci compensativi

Gli approcci compensativi utilizzano strumenti ad alta tecnologia (smartphone, computer, ecc.) e a bassa tecnologia (fogli, agenda, matite, ecc.). Fra i primi, lo smartphone permette al paziente di avere con sé liste di parole e brevi frasi da utilizzare nelle attività di vita quotidiana. Possono essere utili anche software di riconoscimento vocale o strumenti di audio-ascolto per bypassare eventuali problemi di lettura.

Module 6

Risultati

Gli esiti di 90 giorni di trattamento: cosa è migliorato, cosa è rimasto resistente e perché.

Esiti del trattamento

Durante il periodo di trattamento di circa 90 giorni, con sedute 1-2 volte a settimana, il paziente ha evidenziato un lieve ma significativo miglioramento nella letto-scrittura, nella ripetizione di parole, non-parole e frasi, e nell'efficienza comunicativa globale dell'eloquio spontaneo.

Questi risultati non si sono riverberati chiaramente nella valutazione post-training, ma erano limitati ai dati intra-training.

Non si sono osservati invece miglioramenti specifici rilevanti nella denominazione e nel recupero del lessico. Questo conferma le varie evidenze secondo cui l'anomia è il deficit afasico più permanente e resistente al trattamento.

https://learn.space.care/p/un-paziente-che-non-trova-le-parole